22 July 2009 da: Daniele
Lombardo, «Partito del Sud momento di ribellione per tutto il Mezzogiorno»
Dopo la bufera della giunta siciliana, dopo le elezioni europee e la rinnovata pace tra Mpa e Berlusconi, il partito di Lombardo è di nuovo sul piede di guerra
In una lettera inviata al premier Silvio Berlusconi dai parlamentari del Mpa, Carmelo Lo Monte e Giovanni Pistorio, i due esponenti del partito di Raffaele Lombardo spiegano che «da questo momento, assumeremo una diversa impostazione della nostra attività parlamentare valutando le nostre posizioni esclusivamente sulla base del merito dei provvedimenti e della coerenza di questi con quel patto per il Sud contenuto nel Programma di governo».
Il nodo del contendere sono i fondi destinati al Sud ed al suo sviluppo. Il programma di Berlusconi, si legge nella lettera, «prevedeva l’attuazione di un patto per il Sud basato sullo sviluppo delle regioni del Mezzogiorno, a partire da un serio piano per le infrastrutture». Questo impegno «ad oggi non è stato mantenuto ed, anzi, è stata operata una scelta significativa di drenaggio dei fondi vincolati per il Sud verso obiettivi di spesa che hanno privilegiato sostanzialmente i territori del centronord». Quindi il sostegno all’attuale maggioranza verrà dato volta per volta, nessuna concessione.
Lombardo non ci sta, chiede i soldi e rilancia il Partito del Sud: «non ci hanno ancora dato i 4 miliardi del Fas e hanno lasciato anche il Ponte in stand by. E poi vogliono sostenere che il Partito del Sud è un parto di fantasia, mentre rappresenta un momento di ribellione di tutto il Mezzogiorno».
La presa di posizione dell’Mpa fa infuriare il ministro Calderoli, «siccome loro vogliono solo più risorse, e al di fuori di ogni concertazione nazionale, dimostreranno che abbiamo ragione noi. La Lega ha fatto la sua parte. Abbiamo detto sì al ponte sullo Stretto, perché nello stesso tempo portavamo a casa la Pedemontana e la Brebemi al Nord. E’ chiaro che se la richiesta che sale dal Sud va verso vecchie forme di assistenzialismo, noi non siamo disposti a scucire neppure un euro».
Per Berlusconi un’altra “patata bollente”.
Pietro Avino
giovedì 23 luglio 2009
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