Alessandra Valentini
2/07/09
Lega Nord. E Lega Sud?
Di nuovo una interessante puntata di Nove in Punto La versione di Oscar su Radio 24 del 21 Luglio. Tema: Il Partito del sud . Ospiti la ùSnatrice Poli Bortone, l’on. Gianfranco Miccichè ed il Prof. Luca Ricolfi il quale su La Stampa del 18 Luglio aveva scritto un interessante articolo: Nordisti e Sudisti d'Italia. Non meno interessanti le parole del Prof. Giuseppe Berta su ‘Una nuova questione meridionale’ scritta all’indomani della pubblicazione del rapporto Svimez 2009 (qui una sintesi) e dei titoloni ‘700.000 emigrati dal Sud in 10 anni’.
L’angolazione dei parlamentari presenti, entrambi del PdL è stata quella di raffigurare un mezzogiorno che pur con tutte le sue deficienze purtuttavia sta progredendo come mostra la regione Puglia con le sue eccellenze dimostra o la Regione Sicilia. Entrambi hanno portato a comprova il fatto che, a differenza che 10 anni fa, tutti i fondi europei vengono impegnati e spesi.Ed entrambi hanno lamentato, mi sembra, un eccessivo prevalere della questione settentrionale patrocinata dalla lega e sostenuta dal ministro tremonti.
Voglio assentire su tutto. Ma dissentire sulla logica di approccio al problema. Ad esempio aver speso tutti i fondi europei, va benissimo. Ma come e con quali procedure sono stati spesi? Con quali verificabili ricadute sul contesto territoriale e socio economico? Ed altrettanto valga per la spesa pubblica a prescindere dall’entità dei fondi. Se non si riconosce con chiarezza che la logica di esercizio dell’attività politica va radicalmente cambiata continueremo a discutere invano. E’ sui meccanismi di formazione del consenso che bisogna mettere le mani. A cosa servono i punti di eccellenza se le relazioni della Corte dei Conti sono tanto palesemente e duramente critiche? A cosa è mai dovuto il depauperamento del capitale umano che l’emigrazione massiccia e crescente dimostra? Quando si deciderà di rescindere per davvero e compiutamente il meccanismo di collusione mafiosa che pare presiedere alla gestione di appalti e spesa pubblica?
Un rilievo mostra anche l’approccio più propriamente politico della rappresentanza degli interessi. La tendenza manifestata più fortemente nel centrodestra ad un ipotetico partito del Sud, mi pare risponda alla logica di riequilibrare il peso che la Lega va assumendo sia elettoralmente che quale supporto al presidente del consiglio. Se, e sottolineo se, siamo una nazione bisognerebbe rammentare, che ogni parlamentare che per dettato costituzionale rappresenta la nazione e senza vincolo di mandato. Ma questo è divenuto un inutile orpello. Per come stanno le cose, approcciare la questione italiana come sommatoria di due interessi che sarebbero contrapposti inevitabilmente, visto che la cassa è una, trovo sia fortemente limitante ed inefficace. In linea di principio, a chi accusa con qualche ragione il Sud di spreco ed inefficienza, forse sarebbe utile ricordare che alle mammelle di mamma Stato si sono attaccati per motivi diversi tutti. Nord compreso. Dimenticarsi o fingere di scordarsi la questioncella delle quote latte denota una memoria davvero troppo corta. E se non bastasse, sarebbe interessante ed istruttivo analizzare la destinazione geografica finale dei quattrini investiti nel mezzogiorno. E lo dico non polemicamente ma solo per dimostrare i legami economici e funzionali Nord-Sud, talmente fitti, interrelati che mi pare insensato viverli antagonisticamente in una futura disputa tra lega per il nord e lega meridionale per il sud. La stanza di compensazione istituzionale c’è e di sarà ed è costituita da governo e parlamento. Che da decenni se ne sono dimenticati approfittando della ‘distrazione’ della rappresentanza parlamentare meridionale e non.
E’ vero che le differenze tra le due macro-aree sono molto grandi e si sono andate di nuovo ampliando ma sfido chiunque a dimostrare che operare per lo sviluppo del sud non sarebbe assai proficuo per l’intero paese. Aggiungo che sotto un profilo meramente economico, se si fosse ben operato, l’Italia avrebbe un’economia diversificata e meno esposta a crisi con un nord più marcatamente industriale ed un sud forte nell’agricoltura, e nei ricchi e moderni settori del turismo, del turismo culturale senza dimenticare la posizione geografica di ponte naturale per l’Africa e l’oriente.
In ogni caso, da Pantelleria a Tarvisio, da Santa Maria di Leuca ad Aosta ci sarebbe un infinito bisogno di riforme di liberalizzazione quale motore potente per far finalmente emergere le energie e le potenzialità presenti in tutto il paese. E’ inutile far per l’ennesima volta elenchi lunghissimi. Peccato che ancora una volta si va in direzione di corporativismi, di settorialità che forse saranno utili a molti sederi bramosi di poltrone ma ancora una volta saranno il danno del paese.
Pietro Avino
giovedì 23 luglio 2009
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